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Newsletter Gennaio 2012 |
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Il rapporto di contrasto dichiarato per l'HC7800 è di 100.000:1, ovviamente si tratta di un valore a Iride chiuso, quindi, a mio parere, completamente irrilevante. Purtroppo il valore del rapporto di contrasto è diventato più che altro un fattore di marketing, essendo uno dei parametri che orienta la scelta del consumatore. In ogni caso il proiettore presenta un contrasto reale, che non sono in grado di misurare, soddisfacente, soprattutto in condizioni di luce controllata. |
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Ma veniamo alle sensazioni. L'HC7800 è un'ottima macchina. La lente con cui è equipaggiato consente una grande flessibilità installativa e perdona anche molti errori, il che non è male, specie quando ci sono una serie di vincoli architettonici, come è sempre in casa, che limitano la scelta sul corretto posizionamento del proiettore. Il proiettore è dotato di elettronica che svolge un'operazione di interpolazione delle immagini in modo da aumentare i frame, indipendentemente dalla fonte. Non è una soluzione per “puristi”, ma sul 3D evita il ghost e migliora il contrasto dinamico. In ogni caso l'elettronica viene sempre in aiuto, con una messa a punto davvero facile, anche se dispone di “solo” 3 preset in memoria, che si dimostrano subito pochi. I colori sono profondi ma un po' artefatti. Soprattutto sui neri tende ad impastare, ma ovviamente dipende da quello a cui si è abituati. Ottimo il corredo di ingressi video, completo in tutto, e bassa la rumorosità, aspetto rilevante in ambito domestico. Un nota dolente sono le dimensioni. Per quanto decisamente più compatto dell'HC9000, resta un bel bestione, che non è sempre facile sistemare in casa. Un eventuale staffa motorizzata a soffitto, la soluzione sicuramente più elegante, dovrà essere scelta in anticipo con dimensioni sufficienti ad ospitarlo. L'HC7800 è decisamente un'ottima macchina. Soprattutto se si è interessati al 3D potrebbe essere una validissima alternativa ai JVC. Luca Ricci
Touch screen 10”: Gewiss Master Vs Schneider IP - Touch Panel
Inauguriamo questa nuova sezione delle news con il prodotto simbolo della domotica, il touch screen. Come sapete esistono touch oramai di tutti i tipi e dimensioni. I touch più utilizzati restano però quelli tra i 10” e i 15”. In questa news approfondiamo due prodotti concorrenti apparentemente delle stesse caratteristiche: si tratta di due touch screen entrambi da 10”, ed entrambi dedicati alla supervisione di impianti realizzati con protocollo Konnex in modalità standard mode (attenzione a tenere sempre presente che il Konnex può essere realizzato anche in easy mode, è una soluzione molto più economica, ma alcuni, giocando sulla confusione, la vendono semplicemente come konnex, senza specificare). Il primo è il Master Chorus dell'italiana Gewiss, mentre il secondo è il Touch Panel - IP della Schneider Electric. Dimensioni e risoluzione dello schermo sono esattamente uguali. La comunicazione con il bus avviene in entrambi i casi direttamente, senza necessità di passare per qualche interfaccia, elemento importantissimo per mantenere velocità e stabilità della comunicazione. Le estetiche sono ovviamente diverse, ma, mentre al momento del lancio il Master era molto più curato, di recente la Schneider ha provveduto ad aggiornare un po' l'aspetto estetico, e le nuove placche piatte in vetro sono davvero “di design”. La sensibilità dello schermo è un punto dolente di entrambi, ma si avverte più sullo Schneider per un motivo molto semplice, le icone del Master Chorus sono di default più grandi. E veniamo quindi alla parte di programmazione. Entrambi i touch si programmano via rete con dei software sviluppati dalle rispettive case madri. L'importazione del progetto dell'impianto dal tool di programmazione konnex (ETS) è abbastanza semplice in entrambi i casi. Fermo restando che con un po' di impegno si può fare tutto, il tool di programmazione del touch Schneider lascia al System Integrator le “mani libere”. Insomma il touch Schneider si riesce meglio a personalizzare sulle esigenze e richieste del committente. Certo questa libertà ha dei pro e dei contro. Nel caso del Master di Gewiss il risultato è in qualche modo garantito e standardizzato, mentre nel Touch Panel IP dovremo affidarci alle capacità di grafico del nostro System. Diversa è anche la potenzialità in termini logici del touch. Lo schneider dispone di oggetti di programmazione davvero completi che consentono di trasformare il touch in un modulo logico a servizio dell'impianto di prim'ordine. Nel caso del Chorus le logiche disponibili sono più limitate, insomma non è proprio questo il “lavoro” per cui è stato progettato. La possibilità di intervenire sulla programmazione da parte del cliente finale è decisamente più alta nel caso del Master Chorus, mentre è pressoché nulla nel Touch Panel IP Schneider, questo sia perché richiede un software apposito sia perché la programmazione è decisamente più ostica. Il Maste Chorus dispone invece di una comoda interfaccia web con la quale è possibile non solo gestire l'impianto da un normale browser come internet explorer, ma anche personalizzare o creare scenari o icone del tutto nuove. E arriviamo al punto principale di differenza tra i due prodotti: il web server integrato. Il touch dela Gewiss non è semplicemente un touch screen ma rende anche disponibile via internet le pagine di controllo dell'impianto via web. Quindi due prodotti in uno. Considerando che un web server completo per konnex consta intorno ai 2.000€ e che con una sola programmazione si fa tutto si capisce che questo è un bel vantaggio. Altre funzioni aggiuntive del Master Chorus sono le predisposizioni per l'integrazione con la videosorveglianza e la videocitofonia. Si tratta per lo più di predisposizioni ancora non utilizzabili in concreto, ma di sicuro presto o tardi diverranno realtà e quindi non è male acquistare un componente già pronto per queste nuove funzioni. Bene ora, alla luce di tutto quello che abbiamo detto, possiamo confrontare il prezzo. Il Master Chorus è a listino Gewiss ad € 3'820,00 IVA esclusa Il Touch Panel-IP di Schneider Electric è a listino a € 2'110,00 IVA esclusa In entrambi i casi al prezzo devono essere aggiunti alcuni accessori, come la cornice e l'alimentatore. Alcuni system fanno pagare a parte la programmazione, ma in questo caso di solito c'è uno sconto sul prezzo. Trattandosi di prodotti di multinazionali dell'elettrico possono essere acquistati (quasi sempre su ordinazione) anche da un distributore di materiale elettrico, ma in questo caso di sicuro dovremo pagare a parte la programmazione. Emerge una considerazioni immediata: “Quando confrontate due preventivi per impianti di domotica fate attenzione a quello che vi viene offerto, in questo caso la stessa voce - touch screen da 10”- ha due quotazioni completamente diverse, tra l'altro entrambe giustificate”. Ricordatevi che un impianto di domotica è un sistema de valutare nel suo complesso ed il prezzo finale dipende da un insieme complesso di scelte fatte dal System, lo sforzo quindi e far comprendere bene le proprie esigenze ed accertarsi che le scelte compiute da System Integrator siano coerenti. La differenza di prezzo tra i due prodotti presentati è per lo più giustificata dal fatto che il Master Chorus dispone anche di webserver integrato. In realtà ci sono casi in cui il controllo da internet non è richiesto. In questo caso è sicuramente preferibile il touch schneider, mentre in altre circostanze si vuole realizzare un impianto di “alta qualità” ed allora il web server integrato nel Master Chorus è decisamente troppo poco, allora si può pensare di affiancare al touch un webserver separato e liberamente programmabile, fermo restando che in queste installazioni “lusso”, non ritengo idoneo nemmeno lo Schneider. Luca Ricci |
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