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Newsletter Novembre 2009
 
 


Questo mese presentiamo:
Tastierino SENTIDO
by BASALTE


 
Domotica SENTIDO Basalto  
Presentati al LivingLuce 2009, i prodotti dalla belga BASALTE mi hanno colpito al primo sguardo. Il design curato, la qualità dei componenti, la semplicità dell'insieme, mi hanno attratto istintivamente verso il pannello dimostrativo BASALTE.
Devo ammettere che sono rimasto stupido nell'apprendere che si trattava di prodotti Made in Belgium. Sono abituato ad associare design e qualità al Made in Italy e quasi mi è dispiaciuto che nessuna azienda italiana sia stata in grado di proporre qualcosa del genere.
Ma, ripensandoci, è la normale conseguenza del fatto che in Italia manca la cultura della domotica cosi come si è sviluppata in Germania ed in generale nel centro Europa.

SENTIDO è il prodotto di punta BASALTE.
Disponibile in diversi colori (Bianco puro, alluminio chiaro spazzolato, antracite), e nelle versioni a 2 o a 4 tasti.
Il funzionamento è a sfioro, con il led interno che cambia colore all'azionamento.
Il colore del led può essere definito in fase di programmazione.
Il tastierino della Basalte è certificato Konnex, e quindi integrabile in qualsiasi sistema di domotica realizzato con questo protocollo.


Ma non si tratta semplicemente di una pulsantiera a sfioro.
SENTIDO nasconde alcune piacevoli sorprese:
la funzione scenario e il sensore temperatura incorporato.

Gli scenari possono essere richiamati, infatti, semplicemente sfiorando più tasti in contemporanea sulla superficie del SENTIDO (tecnologia brevettata dalla BASALTE). All'interno (e stiamo parlando di c.ca 4mm di spessore) è nascosto un sensore di temperatura che (per entrare un po' nel tecnico) dispone di 2 uscite a 2 Byte, in grado di controllare qualsiasi funzione di controllo clima. In definitiva un prodotto esteticamente eccellente, realizzato con cura e con materiali di qualità e, ultima sorpresa, disponibile a prezzi più che competitivi, soprattutto se si pensa alla possibilità di utilizzarlo anche come cronotermostato all'interno dell'impianto di domotica Konnex. Un'ultima nota riguarda l'integrazione estetica con il resto delle prese.
La BASALTE non produce infatti prese forza motrice o dati coordinate con i propri tastierini. Ma, personalmente, un paio di idee per integrare esteticamente prese e tastierini ce l'ho già.

Luca Ricci


clichome


Approfondimento Tecnico:

La predisposizione dell'impianto alla domotica

Predisporre l'impianto alla domotica è un argomento di cui si parla sempre più spesso.
È un modo timido di avvicinarsi al mondo della domotica, un po' per non spaventare chi deve realizzarla un po' perché la tecnologia ci ha abituato all'idea che il meglio deve sempre ancora venire.
Predisposizione è, però, un termine alquanto vago. Per alcuni la predisposizione è semplicemente cablare un cavo bus per tutta la casa. Per altri, significa creare un impianto domotico base che gestisca solo le funzioni principali (luci, clima) e rimandare ad un secondo momento le funzioni evolute (scenari, touch screen, etc.).
Predisporre l'impianto significa in ogni caso spendere del danaro per farlo.
È difficile però giustificare una spesa oggi solo per ottenere una vaga possibilità di fare qualcosa in futuro. Personalmente quando spendo dei soldi in cambio voglio qualcosa di tangibile, anche se immateriale.
La predisposizione in quanto tale ha, quindi, una sua validità solo quando il committente è un costruttore. Questi infatti, non conoscendo in anticipo le esigenze e le richieste del futuro acquirente dell'immobile, può limitarsi a prevedere una predisposizione in senso proprio, offrendo poi ai clienti le varie funzioni di domotica, fino all'impianto completo di audiovideo e touch screen come optional. In questo caso, a fronte dell'investimento minimo richiesto dal cablaggio del cavo bus e del cavo di rete, si ottiene la possibilità di offrire un impianto all'avanguardia e di ampliare la gamma di prodotti da vendere, cosa da non sottovalutare oggi nel quadro di un mercato immobiliare super congestionato.
Quando invece si parla di un privato che affronta il discorso domotica per la propria abitazione le cose cambiano. In questo caso predisporre, per non avere nulla poi da utilizzare, non basta e non serve. Meglio qui parlare di impianto minimale, a cui si chiedono poche funzioni che possono essere realizzate con un investimento minimo, lasciandosi poi aperta la porta a futuri upgrade.
Ma assolutamente bisogna realizzare “qualcosa” di domotica, altrimenti si avrà semplicemente la percezione di aver speso soldi in più per nulla. Sta poi alla correttezza di chi realizza e propone l'impianto ed alla chiarezza dei rapporti definire cosa includere o meno nell'impianto base che andiamo a realizzare.
Il discorso è poi completamente diverso in ambito alberghiero.
In questo caso il semplice cablaggio non ha alcun senso. E non si può a mio avviso parlare neanche di impianto minimale. Le esigenze dell'albergatore sono abbastanza standardizzate, almeno per quanto concerne la parte stanze e servizi, e l'investimento in building automation è ampiamente giustificato dal punto di vista economico.
Fare solo “una parte” o “qualcosa” significa non avere nessun ritorno sull'investimento, e quindi, dal punto di vista dei costi di gestione equivale a “non fare niente”.
Meglio in questo caso parlare di un impianto che si sviluppa per moduli e settori piuttosto che per funzioni. Se si vuole “limare” l'investimento si potrà agire su altre leve.

Luca Ricci

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